Wall Street: Money Never Sleeps (2010)

2 marzo 2010, ore 09:03 | Scrivi un commento | cazzeggio
Ventitre anni dopo... [youtube]http://www.youtube.com/watch?v=lPCSAAtyLW8[/youtube]

Corrispondenza epistolare

david-goliath.jpg (Image JPEG, 342x517 pixels)_1190638560385

Banca=>Antipatix

“….
Proposta di modifica unilaterale del contratto
A causa dell’andamento del tasso di inflazione e dell’aumento generale dei costi, relativamente al rapporto sopra indicato
proponiamo
con decorrenza xx/xx/xxxx
-un aumento di…
-un aumento di…
-un aumento di…
-un aumento di…
-un aumento di…
-un aumento di…
-una commisione di…

La presente proposta di modifica viene comunicata ai sensi dell’art. 118 d.lgs n. 385/93 nella vigente formulazione e, sempre ai sensi della predetta normativa, si intende approvata ove entro 60 giorni (sessanta giorni) non ci pervenga la comunicazione di recesso del contratto indicato.
In tal caso, in sede di liquidazione del rapporto verranno applicate le condizioni precedentemente praticate mentre il recesso non comporterà spese.

I nostri collaboratori in filiale sono a disposizione per ulteriori informazioni.

Cordiali saluti”

mail-sent

Antipatix => Banca

Preso atto della vostra “proposta di modifica unilaterale del contratto” del xx/xx/xxxx e appurato presso la filiale di Xxxx l’inderogabilità degli aumenti da voi stabiliti, alcuni dei quali del tutto ingiustificati, rendo noto il mio disappunto per l’uso in maniera così prepotente dell’ art. 118 d.lgs n.385/93.

Rammento, visto che la questione sembra esservi del tutto estreana, che il rispetto del cliente è alla base di qualunque attività commerciale che abbia come obiettivo una crescita duratura e proficua per entrambe le parti.
Rimango oltremodo stupito che una realtà, che ritenevo moderna come il vostro istituto, ricorra a fastidiosi ed antiquati balzelli nascondendosi dietro postille di articoli di legge, dandomi come unica e possibile alternativa quella di recedere dal contratto entro 60 giorni, cosa che peraltro ho provveduto a fare con il c.c. xxxxxxxxxxxxx.

Certo che quanto detto fin qui venga interpretato come la voglia di continuare i rapporti in essere con sempre maggior fiducia e soddisfazione, raccomando in futuro più attente e ragionate “proposte di modifica unilaterale del contratto” che non abbiano come unica alternativa il recesso del contratto medesimo.

Distinti saluti e fanculo. (quest’ ultimo epiteto nella lettera originale l’ho vigliaccamente/educatamente omesso)

mail-sent

http://www.bancaditalia.it/vigilanza/banche/normativa/leggi/tub/TUB_febbraio_2007.pdf
http://guide.supereva.it/credito_e_banche/interventi/2009/03/modifica-unilaterale-delle-condizioni-e-decreto-bersani

di antipatix
25 febbraio 2010, ore 06:02 | 4 Commenti

Testa o croce bancario

testa-o-croce

Schema di gestione del rischio d’investimento del sistema bancario:

esce TESTA ha vinto la banca…

esce CROCE ha perso il cliente…

di antipatix
16 febbraio 2010, ore 01:02 | 2 Commenti

La resa dei conti

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di antipatix
31 gennaio 2010, ore 10:01 | Scrivi un commento

Vi presento Joe Black… anzi no… Joe Ross

joe

Post dedicato alla raccolta di alcuni interessanti articoli di Joe Ross.

Come nel film “vi presento Joe Black”, dove l’avvenente moracciona di turno si innamora di Joe Black (Brad Pitt) ke, udite udite, è la morte fatta uomo ed alla fine la frega per benino,
ank’io oggi “vi presento Joe Ross” ke, metaforicamente parlando, ank’egli potrebbe rappresentare la “morte” per il vostro denaro, dunque ricordiamoci ke nessuno ha il modo certo per guadagnare e nel caso contrario di sicuro nn lo condivide con gli altri.

-La ricerca della “grande occasione”

-La conferma del movimento dei prezzi viene dalla chiusura

-Prendere le perdite in modo equilibrato

-La struttura genetica di un trader vincente

-Trailing stop e stop loss

-Fare trading con volumi bassi

-Time frame ridotti e rumore di mercato

-Suggerimenti per il trading delle congestioni

-Perché si verifica una congestione?

-Che cos’è uno “spread”?

-Spread Trading: la parola a Joe Ross

-I vantaggi dello spread trading

-Verificare i volumi di contratti e tick

-Quando uscire da un trade

-Mantenere piccole le perdite

-Gestire i trade vincenti

-Evitare il trading eccessivo

-Sito ufficiale

di antipatix
20 gennaio 2010, ore 05:01 | Scrivi un commento

L’inizio del mito di nome Fausto Coppi

Il Popolo d’Italia 10 giugno 1940

050

“Un ventenne salumaio di Tortona, un ragazzone alto come un granatiere , si è fatto un solo boccone del Giro d’Italia. E lo ha digerito con la facilità dell’asso, con la semplicità che deriva dall’abitudine, con la capacità che è imparentata solo con la classe.
Fausto Coppi il più giovane corridore in gara ma che nessuno ha mai chiamato il monello del Giro per la sua serietà per la sua diligenza per la sua correttezza che sono quelle di un campione già maturo e smaliziato, è venuto alla grande prova a tappe con la notorietà che può avere un contadino al suo giungere in una grande città. Nessuna.
Il pubblico non lo conosceva; solo le cento persone che si trovavano in vetta alla Rezza, durante la disputa di un Giro del Piemonte (1939), ricordavano un corridore con il torso fasciato da una maglia giallognola, un po’ smunta, con in capo uno di quei berrettini bianchi che lasciano vedere solo la punta del naso, affilata come un parafulmine, spingere con sicurezza sulla rampa, lasciandosi raggiungere da Bartali e, con il gran campione, involarsi verso l’arrivo.”

057

2 gennaio 2010
CINQUANTESIMO ANNIVERSARIO DELLA MORTE DI FAUSTO COPPI

di antipatix
19 gennaio 2010, ore 01:01 | 2 Commenti

La storia di una rana

Video
vekkio ma sempre più attuale,
vale la pena rivederlo di tanto in tanto.

Immagine anteprima YouTube
di antipatix
5 gennaio 2010, ore 02:01 | 4 Commenti

Buon Natale

Non sono molto bravo con gli auguri e con gli addobbi natalizi…

alberonatale1oh9

E per tutti quelli ke non credono a Babbo Natale…
… nn resta altro ke credere alle sue assistenti e sperare ke siano queste qui:

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di antipatix
19 dicembre 2009, ore 11:12 | 9 Commenti

Rompicapo l’evoluzione

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Premessa: per la vostra operatività seguite altri blog.

A ke punto siamo con il rompicapo? Il mio skema di lateralità sembra aver ceduto, dunque la strategia da “trend laterale” (compra/vendi stop loss/take profit) passa a “trend definito” (compra/stop loss/ trailing) purtroppo il passaggio fra le 2 strategie è una delle cose piu difficile da attuare, soprattutto perkè nn ci sono ancora conferme di inversione chiare, ma purtroppo se si attendono le “conferme” nn si investe mai, dunque nn mi rimane altro ke monitorare l’unica cosa certa: la candela “1″: il primo tentativo di rottura del trend laterale è sempre incerto e di solito gli investitori kiudono velocemente le posizioni (l’ho fatto anch’io) facendo rimbalzare il sottostante in questione cioè in questo caso l’Euro, ma è lapalissiano ke se il dollaro è destinato a rafforzarsi sull’euro lo farà violando il punto “3″ e secondo me lo farà in modo molto rapido per cui meglio essere preparati.

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di antipatix
14 dicembre 2009, ore 09:12 | 5 Commenti

Rompicapo

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Dream Theater
6 Dicembre 2009 alle 14:37
Dimmi caro anty, cosa tortura il tuo cervello?

cong

Antipatix
6 dicembre ore 20 e rotti
Il mio cervello è torturato dal fatto di aver intuito di trovarci in un trend di breve laterale, dunque o si attende lo sviluppo degli eventi oppure si fanno una serie di operazioni short/long ogni qual volta ci si trova agli estremi del canale orizzontale.
Mi sono spiegato pregevolissimo Dream :-)

di antipatix
30 novembre 2009, ore 10:11 | 4 Commenti

Bolla d’aglio

aglio

Il “commercio del vento”, ovvero il nome con cui venne soprannominata la pratica di commerciare i bulbi di tulipani intorno al 1600 ancor prima di averli effettivamente piantati (una sorta di futures dei giorni nostri), fu alla base della famosa bolla dei tulipani scoppiata nel 1637.

Questa bolla mi è sempre sembrata una cosa buffa ed estemporanea ed invece, proprio in questi giorni, è in atto un’altra bolla bulbifera: quella dell’aglio.

Come è noto l’aglio è un potente antibiotico naturale ed in Cina, dove la medicina tradizionale è in gran voga, la paura dell’influenza ha fatto impennare la domanda dell’ortaggio miracoloso: il risultato è stato ke da marzo il prezzo è aumentato di ben 15 volte.

E come in tutte le bolle lo squalo si ingegna per avere il massimo profitto:

RICETTA PER FARE SOLDI A PALATE

ingredienti
Aglio, furbizia, 2 magazzini, 1 camion, una manciata di cinesi sottopagati.

chef
Jerry Lou, strategist di Morgan Stanley per la Cina

preparazione
«il gioco consiste nel bloccare quanta più produzione possibile e poi fare offerte molto alte per far salire i prezzi. Spostando l’aglio da un magazzino all’altro fai milioni»

http://www.ft.com/cms/s/0/dd7c570e-da2b-11de-b2d5-00144feabdc0.html?nclick_check=1

di antipatix
28 novembre 2009, ore 02:11 | 7 Commenti

Flash Dubai: il mio punto di vista

E’ la notizia del giorno: Dubai sta fallendo!!! Hanno finito il petrolio? oppure si è rotto il giokino immobiliare?

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Traccia su cui riflettere:

-la rikkezza del Dubai centra marginalmente con il petrolio e molto con gli investimenti stranieri:
“Le riserve petrolifere del Dubai sono meno di un ventesimo rispetto a quelle di Abu Dhabi e i redditi dell’emirato dipendono dal settore degli idrocarburi in misura notevolmente minore rispetto agli stati vicini.”

“Dubai e Deira iniziarono ad attirare investimenti stranieri negli ‘70 e ‘80. I maggiori centri bancari e finanziari iniziarono a sorgere nella zona del porto.”

“Le autorità hanno recentemente eretto zone di libera iniziativa economica, sempre con il proposito di attirare gli investimenti stranieri.”

-bolla immobiliare
“Ma il vero sviluppo di Dubai avviene dal 1992 in poi, dove sorge la vera e propria città moderna. L’esigenza di sviluppare il commercio e, in parallelo, il turismo ha portato alla creazione di strutture uniche al mondo, sia per gli aspetti architettonici che per le dimensioni. Nel 2006 a Dubai sono presenti circa il 23% di tutte le gru mondiali (gru nn pozzi petroliferi) da costruzione ed i grattacieli sorgono a decine lungo tutta la città.”

-anke qui le banke
“Negli Emirati Arabi Uniti le banche locali hanno recentemente dichiarato il taglio dei prestiti. Ciò ha colpito il mercato immobiliare a Dubai. Le imprese locali hanno avviato campagne di marketing molto convenienti per tentare di sbarazzarsi degli appartamenti. L’azienda che ha lanciato la campagna “due al prezzo di uno” è la Imad Real Estate, che ha spiegato che chi acquista un bilocale con un soggiorno per circa $ 600.000 riceve un monolocale senza alcun costo aggiuntivo”

-bah tanto sono tutti dei ricconi
“La popolazione di Dubai è composta solo per il 10% da autoctoni: il 90% è costituito da immigrati, che vivono in condizioni precarie guadagnando 200 euro al mese e lavorando 10 ore al giorno per 6 giorni alla settimana, senza poter scioperare”
http://it.wikipedia.org/wiki/Dubai

Altra prospettiva: il complotto
-se hanno il petrolio da vendere perkè cercano gli investimenti stranieri?
(nb: equiparo erroneamente gli Emirati Arabi all’Arabia Saudita perkè credo ke il ragionamento finale sia identico)

John Perkins: (“Confessioni di un sicario economico” libro ke sarebbe da leggere per ki nn lo ha ancora fatto):

“Ricordate, quando all’inizio degli anni ‘70 l’OPEC faceva tutto quello che voleva, e ci razionava le importazioni di petrolio? Noi (americani) facevamo lunghe code in macchina alla stazione di servizio, e il paese (USA) aveva paura di dover affrontare un’altra depressione come quella del ’29. Questo per noi era inaccettabile, e a quel punto il Ministero del Tesoro ha reclutato me e alcuni altri sicari economici, e siamo partiti per l’Arabia Saudita.

Sapevamo che l’Arabia Saudita era la chiave di volta per uscire dalla nostra schiavitù e prendere in mano la situazione. E così abbiamo messo a punto un accordo, grazie al quale la Reale Casa saudita avrebbe rispedito negli Stati Uniti la maggior parte dei petroldollari, e li avrebbe investiti in titoli governativi. Il Ministero del Tesoro avrebbe usato gli interessi di questi titoli per finanziare società americane che costruissero in Arabia Saudita nuove città e nuove infrastrutture -cosa che abbiamo fatto.

La Casa Reale saudita si impegnava a mantenere il prezzo del petrolio entro limiti accettabili per noi – cosa che negli anni ha sempre fatto – mentre noi ci impegnavamo a mantenere al potere la Reale Casa saudita.”

di antipatix
26 novembre 2009, ore 06:11 | 8 Commenti

Massimi esplosivi

Possiamo definire i “grandi massimi esplosivi” come quelle formazioni grafike in cui alcuni titoletti vedono letteralmente esplodere verticalmente le proprie quotazioni, di norma in seguito a qualke “notiziona,” e sembrano possano raggiungere quotazioni così alte da non essere nemmeno contemplate nella scala dei prezzi del grafico, ma… (maledetto “ma”!!!)

…ma va sempre (99% delle volte) a finire ke tutto si sgonfia nel giro di poke sedute con il risultato ke qualke pollo (topolino) ci rimette un bel po di soldi.

E’ ciò ke abbiamo potuto vedere in questi giorni con le azioni “acquatike” italiane:

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Non nego ke come tutte le volte ke sento il “botto” (breakout esplosivo) un pensierino ce lo faccio: “entro long, stavolta sarà diverso!” ma per mia fortuna, in questi casi, un’immagine mi balena puntualmente nella mente e desisto, ve la voglio mostrare:

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…nooo, nn mi immedesimo nella parte del formaggio ma in quella del topolino bianco ke si crede furbo!

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su “Mediterranea Acque” possiamo osservare un raro pattern d’inversione: l’isola o se preferite l’ “island reversal” :

- tendenza rialzista (ribassista) da invertire
- gap rialzista (ribassista) tra la prima e la seconda candela
- gap ribassista (rialzista) tra la seconda e la terza

Post dedicato a Cap uno dei rari domatori di max esplosivi per tutti gli altri nn rimane altro ke guardare lo spettacolo:

fuoco

di antipatix
26 novembre 2009, ore 09:11 | Scrivi un commento

Traders ke credono di saper contare

cavallo

Vista la lunghezza del post ho riassunto la storia in basso dove c’è la freccia.

La storia di Hans, cavallo che sapeva contare
http://www.cavallo2000.it/detail/la_storia_di_hans_cavallo_che_sapeva_contare-id_1538.htm

A BERLINO sono gli ultimi anni del 1800 ed il barone Wilhelm Von Osten, insegnante di matematica, decide di dedicare più tempo alla sua grande passione: gli studi sull’intelligenza degli animali, cosa che, in quegli anni, deve essere sembrata quantomeno bizzarra. Von Osten ritiene che l’umanità non abbia compreso le capacità intellettive degli animali ed è deciso a dimostrarlo.
Inizia cercando di insegnare a contare ad un gatto, ad un orso e ad un cavallo. Il gatto appare annoiato, l’orso poi mostra anche una certa ostilità… Ma Hans no, lui è diverso dagli altri scolari. Hans è un maschio arabo di linea russa che Von Osten ha acquistato per pochi soldi per via di un lieve difetto fisico. Hans è diverso perché… impara a contare! Von Osten scrive 1 sulla lavagna ed Hans batte un colpo con lo zoccolo, sulla lavagna compare il 3? Ed Hans batte tre colpi con lo zoccolo. E così via. In poco tempo il cavallo è in grado di riconosce i numeri fino a 10.
Incoraggiato dal successo Von Osten passa ad insegnare al cavallo altri e più complessi compiti. Somme e sottrazioni, che il maestro scrive sulla lavagna e che Hans risolve, battendo con lo zoccolo la risposta corretta. Gli studi progrediscono ed Hans apprende il significato di alcuni simboli, le operazioni si fanno più complesse fino a risolvere problemi matematici con radici quadrate e operazioni con le frazioni.
Von Osten non ha dubbi: Hans è la prova che gli animali possiedono un’intelligenza e che gli umani non se ne erano accorti. Siamo nel 1891 e la fama di Hans, soprannominato The Clever (l’intelligente) si diffonde rapidamente nel paese. E’ richiesto ovunque, tutti vogliono vedere le capacità di quel cavallo che sta dimostrando al mondo che non siamo gli unici esseri intelligenti.
Il maestro porta Hans in giro per la Germania e poi in altre nazioni (prendendo solo un rimborso spese) ed ovunque vadano richiamano sempre più folle di curiosi.
“Se il primo giorno del mese è mercoledì” chiede Von Osten ad Hans, che nel frattempo ha imparato a rispondere a domande verbali, “qual è la data del lunedì successivo?” E sei battute dello zoccolo sul terreno seguono subito dopo, accompagnate dalla meraviglia degli spettatori. “Qual è la radice quadrata di sedici?” Quattro battute di zoccolo. Von Osten spiega ai sempre più attoniti spettatori che Hans è anche in grado di fare lo spelling utilizzando una battuta per la A, due battute per la B, tre per la C e così via… Può perfino dire… ehm… battere l’ora con lo zoccolo.
Pur con qualche errore la percentuale di risposte giuste di Hans è vicina al 90%, una rapida stima porta gli studiosi dell’epoca ad affermare che la sua intelligenza è pari a quella di un ragazzo di 14 anni.

GLI SCETTICI però sono molti. Il Ministero dell’Educazione tedesco vuol vederci chiaro e chiede un indagine sulle capacità intellettive di Hans. Von Osten accetta, era un uomo di scienza e sapeva che nel comportamento di Hans non c’erano trucchi. Il Ministero forma così una commissione, la Hans Commission, con due zoologi, uno psicologo ed un famoso addestratore di cavalli. Nel 1904, dopo molti test la commissione conclude che non ci sono trucchi, il talento e l’intelligenza del cavallo sono reali.
La Hans Commission lascia il campo ad Oskar Pfungst, uno psicologo che ha avuto un’idea su come provare le capacità di Hans. Pfungst compila una lista di domande ed ha in mente di farle porre ad Hans in 3 diverse situazioni.
Come era da aspettarsi Hans risponde molto bene alle domande poste da Von Osten e le sue risposte sono precise anche quando a porle è un altra persona. Ma quando Pfungst chiede a chi pone le domande di allontanarsi dal cavallo (prima situazione investigata) la correttezza delle risposte del cavallo diminuisce sensibilmente, anche se sul momento nessuno sa il perché.
Ci sono ancora due situazioni che il programma di Pfungst prevede, e che si rivelano fondamentali. La prima prevede che, chi pone le domande, non conosca le risposte e qui le risposte giuste di Hans diventano quasi zero, la stessa cosa accade quando la persona che pone le domande è nascosta alla sua vista. Sembra proprio che l’intelligenza di Hans dipenda dalla possibilità di poter vedere la persona che conosce le risposte.
Pfungst continua gli esperimenti osservando attentamente le interazioni delle persone con Hans. E scopre che, ad ogni domanda, il respiro, la postura e l’espressione facciale delle persone che sono vicine ad Hans e che conoscono le risposte, cambiano ogni volta che lo zoccolo batte per terra, mostrando un leggero ma evidente aumento della tensione interiore. Quando Hans batte lo zoccolo dando la risposta giusta la sottile tensione, che anche Pfungst ha notato, scompare. E sembra proprio che Hans si accorga di ciò, fermando il battere del suo zoccolo, appunto sulla risposta giusta. Pfungst rileva che questa sottile tensione non è presente sul volto della persona che pone la domanda ma non conosce la risposta, e ciò fa pensare che in questo modo ad Hans venga a mancare lo stimolo per dare la risposta corretta.

Gli esperimenti di Pfungst indicano che il cavallo non ha nozioni di matematica, ma “solamente” un intuito ed una sensibilità straordinari, quelli si davvero fuori dalla norma. Hans non fa uso del suo intelletto per dare le risposte corrette, ma più semplicemente è molto recettivo ai sottili, inconsci segnali che sono sempre presenti in una persona che fa una domanda e conosce la risposta. Ciò indica che Hans, ed i cavalli in genere, hanno un’elevatissima sensibilità nel comprendere il linguaggio corporeo e forse ciò è dovuto alle interazioni sociali, che sono parte essenziale della vita di branco.

Riassunto
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Wilhem, un insegnante di matematica berlinese, insegna al suo cavallo Hans a contare: l’animale impara a tal punto ke la scienza ufficiale decide di indagare.
Il risultato, dopo un primo abbaglio, è ke il quadrupede nn ha nessuna cognizione di matematica, ma “semplicemente” ha imparato ad associare le espressioni del volto del suo insegnate al battere dello zoccolo sul pavimento: leggero cenno in avanti del capo di Wilhem e Hans inizia a “contare”, viso “disteso” Hans prosegue con il “conteggio”, sopracciglia inarcate con espressione allarmata e Hans si prepara a smettere, altra espressione (ke nn ricordo più) ed il cavallo smette di “zoccolare”.

Morale: il cavallo nn sa contare, anke se ai fini pratici conta avendo imparato a leggere le espressioni del suo insegnate.

Ragionamento
ingranaggi

Esistono 2 tipi di analisi tecnica:

-classica:discrezionale ed artistica, ci sono le regole (Elliot, Gann, Candele Giap, Indicatori Vari ecc ecc) ma sono interpretabili da ognuno in modo diverso, dunque per il medesimo grafico abbiamo linee e versioni di analisi anke diametralmente apposte, qui possono trovare spazio i guru ed i relativi adepti ke invece di dedicarsi al trade si occupano per la maggior parte di analisi e controanalisi. (io faccio parte di quest’ultima categoria perkè è socialmente divertente)

-moderna: statistica, assoluta, scientifica, trasmissibile, riproducibile. Ci sono regole kiare e precise ke nn lasciano margine di discrezionalità al trader, dunque per il medesimo grafico abbiamo un’unica analisi operativa. (esempio: http://antipatix.investireoggi.it/breakout-dei-primi-30-minuti-639.html o per citare un altro esempio “popolare”: l’uncino di Ross).
Naturalmente nn è nulla di certo: tutto si basa sulle PROBABILITA’ di successo di determinati pattern selezionati “semplicemente” scartando tutte le metodologie di trading ke NON superano il TEST STATISTICO, cosa ke prima dell’avvento della tecnologia (computer) era impossibile fare in maniera cosi dettagliata come ai giorni nostri.

Conclusione
domanda
Lungi da me negare l’esistenza di molti bravi traders ke utilizzano l’analisi tecnica classica con successo, ma la mia domanda è:
quanto di questo successo è dovuto all’applicazione di tecnike classike ke statisticamente nn funzionano e quanto invece è dovuto ad una loro personale sensibilità e conoscenza del mercato stesso?

Ecco perkè io associo Hans, il cavallo ke sapeva contare, ai traders ke credono di saper tradare usando metodi ke nn funzionano.

spunti di approfondimento
-Thomas Demark “The new science of Technical Analysis” (Wiley, 1993)
-David Aronson “Evidence prooved technical analysis” (Wiley, 2005)
-perkè l’analisi classica è così diffusa e studiata dai buoi d’ogni genere?
-perkè i pattern ke funzionano nn li troviamo pubblicizzati?
-perkè nn siamo tutti dannatamente rikki sfondati?

di antipatix
19 novembre 2009, ore 02:11 | 14 Commenti

Ce l’ho piu lungo di tutti

scontrino1

Riconoscete il presunto scontrino del pranzetto di Roman Abramovich? Bufala pubblicitaria o autentico salasso culinario, anzi alcolico visto ke la spesa maggiore è per le 3 bottiglie di La Tache Romanee, nn ha grande importanza: lo scopo di questo post è di trastullarci con qualke bella stramberia da riccone.

Innanzitutto inquadriamo psicologicamente i soggetti in questione interpellando un esperto pissicologgico:

antipatix: sign.striz.cervel. Cloty, ke mi dice della sua strana teoria definita “codice russo” ovvero le associazioni inconsce ke certi ricconi russi fanno acquistando determinati beni?

dott Clotaire Rapaille (antropologo-psichiatra di NY):”C’è l’idea che hanno dovuto patire troppe sofferenze, oggi si svegliano, lo comprendono e vogliono vendicarsi. E il lusso è la miglior vendetta.”

Pare ke il metro utilizzato dai rikkoni per misurarsi a vicenda sia la lunghezza del proprio…
stupore
yacht!!!! fanno a gara a suon di milioni per rubarsi il primato e la lotta è durissima, perkè c’è qualcuno ke ce l’ha sempre più lungo.

Come nn ricordare le “vecchie” sfide? Iniziarono gli americani: memorabile il sorpasso della Le Grand Blue da 107 metri di Paul Allen (cofondatore della Microstronz), sulla Limitless da 95 metri di Leslie Wexner (barbone).
Ma come tutti ben sapete 107 metri sono un po’ pokini e Paul per 250 milioni di dollari si fece costruire la Octopus, con tanto di sommergibile parkeggiato sottocoperta, doveva essere (almeno sulla carta) la piu grande imbarcazione privata del mondo, ma Larry Ellison (capo di Oracle Corporation) ordinò nello stesso cantiere navale tedesco un panfilo da 120metri.
La lunghezza finale dell’Octopus fu di 121 metri! Ma l’esultanza di Paul durò poco: il Rising Sun, la barca di Ellison, si allungò a dismisura: dai 120 metri previsti ai 140 metri definitivi.

Naturalmente i regnanti Dubaiani ce l’hanno da vent’anni il più lungo di tutti: l’ Abdul Aziz misura 145 metri, ma sentendosi ormai braccati ci ha pensato il buon sceicco Mohammed Bin Rashid al Maktoum Vattel a Pesc ad ordinare 2 barkettine da oltre 150 metri pronte per quest’anno (salvo ritardi per eventuali allungamenti), il Dubai, il nome di una delle barkettine, dovrebbe misurare infatti 162 metri.

Finale del post:
con il motto: “noi russi ce l’abbiamo più lungo di tutti” nel 2010 ad Abramovich dovrebbero consegnare l’Eclipse da 167 metri e 60 centimeti, costo circa 355 milioni di dollari sommergibile compreso.
Neppure la perdita di 20 miliardi di patrimonio personale per via della crisi ha fatto desistere Roman dall’idea di possedere la suddetta bagnarola, daltronde è umanamente comprensibile :come poteva continuare a vivere utilizzando il Pelorus con i suoi miseri 125 metri?
pelorus
Pelors parkeggiato a Venezia

di antipatix
14 novembre 2009, ore 11:11 | 7 Commenti

Importante lezione economica

E come tutti i blog ke si rispettano, pure il mio ha un bel video economico:

Immagine anteprima YouTube
di antipatix
6 novembre 2009, ore 09:11 | 10 Commenti

Uovo di Colombo.

fonte Report (rai), taglia e cuci opera mia, em no… così dovrebbe suonare meglio:
elaborazione intertestuale intervallata da sequenze audiovisive ad opera mia.

Capitolo 1: l’Europa
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Milena Gabbanelli
…18 anni fa le autorità europee si sono accorte che le acque di mezza Europa erano avvelenate dai nitrati…
I nitrati sono legati all’azoto dei fertilizzanti chimici che vengono sparsi in grande quantità sui campi di mais che a loro volta nutrono gli allevamenti, ma di azoto sono anche pieni i liquami degli stessi allevamenti, troppe tonnellate per troppi allevamenti. Quindi la comunità europea stabilisce dei limiti allo spargimento di nitrati, il governo italiano impiega 10 anni a recepire la direttiva, siamo nel 2001, ma non fa nulla. Nel frattempo questo tipo di letami vengono equiparati alla biomassa, e il 20 febbraio scorso (2009) con un disegno di legge il governo stabilisce che la biomassa è da considerarsi energia rinnovabile e quindi da incentivare.

Capitolo 2: l’idea
idea

Quattro giorni dopo la regione Veneto, con una delibera da attuazione alla direttiva europea: per liberarci dei nitrati bisogna bruciarli.
Parliamo di uno dei luoghi con più alta densità di polli in Europa. (nota antipatix: polli con le piume) che producono montagne intere di pollina (escrementi di volatili): in parte sono utili per la fertilità dei suoli ma la concentrazione è tale che la maggior parte viene dilavata finendo nelle falde, fiumi, rubinetti d’acqua ecc ecc.

Guglielmo Donatello (Legambiente Padova):
In provincia di Verona e Padova abbiamo le zone rosse (nota antipatix ecco i soliti comunisti): cioè hanno più di 500 tonnellate di azoto, tenete conto che per ettaro al massimo se ne può mettere 170 chilogrammi

antipatix: ora concentro il discorso principalmente sui pennuti, ma il problema è esteso anke agli altri allevamenti di bovini & Co.

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Capitolo 3: il cane ke si morde la coda

Piero Riccardi:
E finalmente dopo 18 anni dalla direttiva europea nitrati, la regione Veneto sembra aver trovato la soluzione per le tonnellate di letame, di liquami e di pollina che producono in regione: farci l’energia elettrica.Questa la delibera del 24/02/09, la parolina magica è: pirogassificatore.
Pirogassificatori alimentati da pollina non ne abbiamo trovati ancora in funzione, ma come dice il nome, è un impianto in grado di sottoporre la pollina ad una combustione ad altissima temperatura, si forma così un gas e il gas viene bruciato in un motore che produce a sua volta energia elettrica. E i fumi? Cosa contengono?
Il problema è soprattutto l’azoto, che è il problema di partenza appunto. La stessa delibera dice che “la tecnologia ha l’obiettivo di abbattere (in modo rilevante, ma non completo) l’azoto che non viene recuperato, bensì disperso nell’ atmosfera sotto forma di azoto gassoso”
Fumi dunque e la popolazione comincia a preoccuparsi, anche perchè questi pirogassificatori dovrebbero nascere come funghi, uno per ogni allevamento e spesso vicino alle case.

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Capitolo 4: la tabella

Piero Riccardi
Loro dicono che non inquina… Alla fine una tabella con le sostanze inquinanti gli allevatori ce la tirano fuori:
l’impianto di pirogassificazione della pollina emette 186 grammi (di emissioni) orari contro i 6 grammi di un grosso camion, questo significa che il pirogassificatore equivale a 31 Tir, fermi sul posto con motori accesi al massimo 24 ore su 24. Poi ci sono i 2 chili e 700 grammi orari di monossido di carbonio che equivalgono all’emissioni di 6 Tir. Anche gli ossidi di azoto sono 2 chili e 700 grammi ovvero pari a tre Tir -e gli ossidi di azoto producono gas serra 211 volte più dannosi dalla CO- poi c’è il mezzo chilo di ossidi di zolfo, gas che è più un potente inquinante, pesante, ristagna al suolo e legandosi con le molecole d’acqua dell’umidità e la nebbia della pianura padana diventa acido solforico, che brucia i polmoni se respirato e causa delle piogge acide.
Insomma non è proprio un bel gran respirare stando a questi dati, visto che intorno ci sono appunto le case abitate.
Ma la cosa che ci lascia perplessa è ancora un’altra.

Capitolo 5: il costo dell’uovo

ragioniere

-un chilo di uova vale 95 centesimi/16 (uova xkg)= 5,9 centesimi a uovo
-togliamo 4 centesimi di alimentazione della gallina
-togliamo 1 centesimo e mezzo a uovo tra spese, lavoro ammortamento e investimenti
-rimangono 0,4 centesimi a uovo xhe moltiplicato per 200.000 uova giornaliere per 365 giorni=292.000 euro all’anno di margine per l’allevatore (nota antipatix: pork%&% tro&%& ho sbagliato lavoro)

-costo impianto pirogassificatore dai 4milioni e mezzo ai 5 milioni di euro +iva
-energia prodotta circa 900 kw

due mesi fa il 20 febbraio 2009 il Ministero delle politiche agricole presenta un disegno di legge, nel cui articolo 3, scrive che per la produzione di energia elettrica da biomasse la tariffa è posta a 28 centesimi il kilowattora, una tariffa che è quattro volte quella di mercato che è di 7 centesimi kilowattora, questo perchè la pollina, trasformata da rifiuto in energia rinnovabile è stata equiparata all’energia solare ed eolica, anche se bruciando emette polveri, ossidi di azoto e ossidi di zolfo.

-moltiplichiamo 950 kilowattora di potenza dell’impianto x 8000 ore anno di funzionamento, moltiplichiamo ancora per 28 centesimi di tariffa elettrica incentivata, poi sottraiamo 550mila euro l’anno di ammortamento impianto e 500 mila di gestione= 1 MILIONE 78MILA EURO DI RICAVI ALL’ANNO. Che è tre volte il guadagno ottenuto con le uova
Che è come dire che vale di più la cacca delle galline che le uova che producono.

Capitolo 6: ki paga?

evidenziatore

Piero Riccardo:
E la conferma che un allevamento che produce uova guadagnerebbe di più a fare energia elettrica con gli escrementi che con le uova stesse ci viene dal fatto che all’azienda Barbetta non converrà più produrre nei loro 177 ettari mais per alimentare le galline.

Michele Barbetta (allevatore)
Mettendo 100 ettari di pioppeto noi potremmo garantire un 60% di approvvigionamento diretto all’impianto. E questo cippato può essere un ottimo combustibile per un impianto che produce energia elettrica.

Piero Riccardi
Il paradosso è tutto e solo per aver trasformato la pollina, che ha un potere calorico ridicolo, in energia elettrica che tutti noi pagheremo quattro volte il suo valore come se fosse energia pulita e rinnovabile

antipatix:
Soltanto se ci sono gli incentivi funziona da un punto di vista economico , o no?

Ottavio Barbetta (allevatore)
Esatto, si.

titoli di coda e musichetta
Immagine anteprima YouTube

Un ringraziamento a Quentin Tarantino per lo spunto dei “capitoli”, anke se credo l’idea l’abbia copiata da dei “cosi” kiamati libri.

di antipatix
5 novembre 2009, ore 02:11 | 1 Commento

La falce

ftse

falce-toro1

laterale-falce2

falce-orso1

Se nn ti senti un trader…
trader

se nei panni del bue proprio nn ti ci vedi…
bue

forse sei solo del frumento ke matura lentamente.
frumento

NB: scrivo in terza persona ma il post è autoispirato, nn vorrei ke qualcuno si offendesse sentendosi oltraggiato con il termine “frumento”

di antipatix
2 novembre 2009, ore 03:11 | Scrivi un commento

A volte ritornano (purtroppo)

gremlin800

I gremlins sono esserini simpatici e saccenti ke, nei mesi estivi, si recano in tranquille isolette sperdute nel mare e si addormentano, in alcuni casi, per dei mesi interi. Conoscenti, parenti, amici nel periodo del letargo estivo tentano invano di mettersi in contatto con gli esserini pelosi, poi, quando ormai tutti si sono rassegnati ad una vita senza Gremlin… l’amara sorpresa del ritorno.
E’ sì, dico “amara sorpresa” perkè dopo un po ci si abitua alla tranquilla vita senza Gremlin ed anzi si apprezza la pace ed il silenzio ritrovato.

Rileggiamo, tanto per riabituarci alla sua presenza, qualke gracchiante esternazione passata:

Gremlin

“…i mercati hanno certi comportamenti perchè sono:

STUPIDI si muovono a branco su qualunque notizia, vera o falsa non importa, l’importante è che sia utile a creare movimento, anche per poco tempo, chi si ferma non guadagna, la pallina nella roulette più gira e più ingrassa il croupier

CINICI non interessa se il quantitative easing produrrà disastri o se le norme contabili sono veri trucchi che sfidano l’intelligenza dei singoli (ma non quella del branco che è stupido nel suo insieme), se queste misure portano immediato sollievo ai bilanci gli indici intanto salgono e si deciderà poi, secondo convenienza del croupier, se scendere e di quanto

MANIPOLATI *con tanti finti scoop per far muovere il branco (*originale datato: “ultimo esempio è il presunto scoop di ieri sullo stress test, solo uno dei tanti modi per far muovere il branco”)

Morale: il trader gode, l’investitore di lungo viene spennato in tutti i modi (occhio ai fondi pensione)”

di antipatix
30 ottobre 2009, ore 12:10 | 20 Commenti

C’era un tempo…

C’era un tempo… in cui i grafici si facevano a mano libera, i programmi nn tracciavano in automatico resistenze, supporti, medie mobili, canalizzazioni, ecc ecc, addirittura i computer nemmeno erano nell’anticamera della mente umana: ci voleva carta, penna e cervello.

Il primo sistema di analisi grafica all’occidentale è considerato il “Book Method”, cosi il signor Charles Dow kiamava nel 1900 (e rotti) il Point & Figure, un pratico metodo fatto di X e O per disegnare l’andamento del mercato su un pezzo di carta quadrettata.

Eppure, nonostante attualmente siamo nell’epoca del computer, c’è ancora ki usa carta, penna e…. cervello.

martedì 27 ottobre 2009

img463

tratto da http://waikikiborsa.blogspot.com/

ALTRA GIORNATA NEGATIVA, SIA PURE DI ENTITA’ MODESTA,TUTTI GLI ELEMENTI TECNICI CHIAMEREBBERO ALTRO RIBASSO:
-LA ROTTURA DEL SUPPORTO DI RSI DAILY(AL DI SOTTO DEL LIVELLO MEDIANO), IN GENERE NECESSITA ALMENO UN MESE IN AREA NEGATIVA.
-IL TS DI MEDIO(A BASE SETTIMANALE)CREATO CON LO STESSO CRITERIO DI QUELLO DI BREVE( DI CUI HO INIZIATO A PUBBLICARE I SEGANALI), SI METTERA’ QUASI SICURAMENTE SHORT A FINE SETTIMANA.
RSI A 120 MIN IN FORTE IPERVENDUTO.
POSSIBILE TOTALE COPERTURA SU GRAFICO ALLEGATO (EX MIBTEL) DI PRECEDENTE RIALZO VERTICALE(HIGH POLE FORMATION).
QUINDI SITUAZIONE MOLTO FAVOREVOLE AD UN RIBASSO , IN OTTICA DI BREVE, QUINDI SARA’ ESSENZIALE, PER MANTENERE VIVO IL TREND PARTITO DA MARZO, LIMITARE AL MASSIMO I DANNI, QUINDI PARENDO IMPROPONIBILE UN’IMMEDIATA RIPRESA, SAREBBE IMPORTANTE NON CREARE TROPPI DANNI AL TREND DI MEDIO PARTITO A MARZO, PER CREARE I PRESUPPOSTI DI UNA RIPARTENZA, PIU’ IN LA’ NEL TEMPO.

IL MIO TIMORE E’ QUELLO DI UNA *DISTRIBUZIONE SULLA LETTERA, INFATTI IN MOLTI ASPETTAVANO UNA CORREZIONE PER ENTRARE, E SE I PREZZI MOLLASSERO TROPPO, L’IPOTESI DISTRIBUTIVA SAREBBE ASSAI CREDIBILE.
TS DI BREVE CHE FINO A CHE SCENDE, NON HA LA MINIMA IDEA DI REVERSARE.

*interessante:
“waikiki ha detto…
Considerato che una correzione era molto attesa per entrare a prezzi piu’ bassi,temo che la discesa possa attirare molto i piccoli, che sostanzialmente son rimasti tagliati fuori dal rialzo, ma che una volta “servito” il cosiddetto parco buoi, il mercato possa avvitarsi e scendere, quindi se una correzione contenuta fino a 22000, potrebbe essere anche salutare, prezzi troppo apparentemente convenienti , mi desterebbero qualche sospetto.”

di antipatix
28 ottobre 2009, ore 04:10 | 6 Commenti